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IL BORGO E IL CASTELLO

Il borgo di Virgoletta si trova sul colle Vignale, nei pressi del fondovalle della Magra.
Una cinta muraria dell'antico castello diede il nome al paese, Virgoletta per traslitterazione del nome "Verrucoletta".

Appartenuta ai Corbellari (per cui anche il nome "Verrucola Corbellariorum"), subfeudatari degli Obertenghi, attorno all'XI e XII secolo, entrò tra i domini dei Malaspina dello "Spino Secco".

La prima notizia documentata di Virgoletta risale appunto a questo periodo, nell'atto di divisione tra i Malaspina dello Spino Fiorito nel 1275. In questo secolo, vennero innalzate mura alte più di dieci metri, comincia a formarsi anche il borgo con bei portali e finestre in pietra arenaria, sulla via che taglia il crinale della collina in direzione.

Il borgo si sviluppa in senso verticale lungo la strada principale lastricata. Su una piccola piazza si trova la chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, proseguendo si giunge all'entrata del castello che si trova al culmine della collina e chiude la strada detta dei Calzolai.

Il portale d'ingresso alla corte del castello presenta uno stemma a forma sannitica, è da considerarsi appartenente alla famiglia Malaspina dello "spino secco".
Dopo la spartizione, i beni malaspiniani alla destra del fiume Magra appartenevano allo "spino secco", mentre quelli alla sinistra del fiume erano dello "spino fiorito", questa adozione non venne sempre rispettata infatti ritroviamo l'arme di Jacopo Malaspina, marchese di Fosdinovo, discendente dal ramo dei marchesi di verrucola e Fivizzano quindi dello "spino fiorito"che pone nella sua arme lo "spino secco".

Lo scudo che sormonta l'ingresso del castello di Virgoletta vede rappresentato al suoi interno un leone bianco, concesso da Luigi IX a Corrado capostipite del casato dei Malaspina dello "spino secco", come riconoscimenti degli aiuti da quest'ultimo presentati al re di Francia nella spedizione in terra d'Egitto al tempo delle Crociate.

Ai lati del leone due rami dello spino secco, un protome d' angelo circonda con le ali l'arme, mentre un protome di demone conclude lo scudo.


Un cartiglio sottostante riporta "FED. MAL. MAR. VILL.F VIR. VILLE. ET ROCCHE"
Entrati nella corte si possono ammirare portali che riproducono il modello "rigato" del borgo.

Un breve scaleo conduce ad un primo arco dietro il quale si dipartono due scale in direzioni opposte, una rivolta a sinistra porta ai piani superiori dove troviamo la torre del castello, mentre la seconda, volta a destra raggiunge un loggiato costruito intorno al 1600 che introduce ai grandi saloni del castello.

Questo loggiato introduce ad una parte dell'edificio che venne costruito sopra all'attuale ingresso quando i Malaspina tornarono in possesso del feudo e per tutto il 1500, si adoperarono all'ampliamento del castello.

Fu per volontà del Marchese Ferdinando Malaspina che il castello venne ad assumere le caratteristiche di una comoda residenza signorile.

Un vasto salone apriva ed apre tutt' oggi le sue grandi finestre sull'arco di accesso al cortile del castello, sicuramente collegato al borgo da un ponte levatoio.

Ai due lati del salone, una serie di ampi ambienti consente la vista su tutto il territorio da Bagnone a Villafranca e Castiglione.
Le sovrapposte di ogni ambiente erano decorate da grandi stucchi arabescati con elementi fitomorfi e teste di amorini.

Gli stessi decori incorniciavano affreschi e specchiere collocate sopra i caminetti di ogni stanza.
Il grande salone, recentemente restaurato, mostra affreschi e stucchi ben conservati.

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